lunedì 22 marzo 2010

La devianza minorile

Gli adolescenti sono sempre più in balia di se stessi, in quanto la società attuale con i potenti mezzi a disposizione, mina quotidianamente la loro personalità in una età in cui la fragilità psicologica e la scarsa capacità critica fanno naturalmente da padroni. Certamente non incoraggiati da una concezione di famiglia forte ed autorevole ma nello stesso tempo dialogante e democratica come dovrebbe essere, i giovani tentano la via dell'infrazione delle regole sociali e a volte anche di quelle penali, credendo con ciò di soddisfare il senso di appagamento del proprio io, sfociando in un egoismo che toglie ogni spazio al dialogo con gli altri. Ed allora si imitano i gesti degli adulti ,spesso violenti, che hanno fatto strada nella società e che vengono portati a modelli positivi dai media e dalla gente comune in generale. Violenza non è solo quella fisica, ma anche e soprattutto quella verbale che si vede ormai quotidianamente nei talk show televisivi con personaggi che fanno dell'arroganza e della polemica la loro carta vincente, facendo lievitare gli ascolti dei telespettatori. Si, oggi l'auditel è il valore supremo cui sacrificare buoni programmi a vantaggio di altri che per il loro piglio polemico ed arrogante sono i più seguiti.
In una situazione del genere c'è solo da sperare che in futuro ci siano le basi per far sì che si affermi un nuovo tipo di pensiero che metta al centro la persona umana con i suoi problemi e i suoi limiti,ma la cui dignità deve essere sempre rispettata senza distinzione di sesso,di razza,di religione e di condizione sociale ed economica.

lunedì 28 dicembre 2009

La criminalità dilagante

Il problema della delinquenza è stato sempre al centro dei programmi governativi di ogni colore politico. Quando si è davanti a fatti efferati si parla sempre di ripristino della legalità; già, ma ci siamo mai chiesti con consapevolezza che cosa significhi questo termine? Il più delle volte lo si associa al ripristino di un sistema penale forte, che partorisca dal suo seno pene dure per chi delinque. Si parla quindi di ergastolo o addirittura di ripristino della pena di morte, quest'ultima considerata come la panacea di tutti i mali giudiziari e soprattutto come un grande deterrente nei confronti della criminalità. Un sistema giudiziario che preveda pene severe non è del tutto criticabile, ma il problema è un altro: la questione è di natura repressiva o c'è altro? Certamente c'è una parola che di questi tempi non è certo di moda e cioè prevenzione. Prevenire i reati fa parte di una politica giudiziaria di uno Stato che guarda avanti e vuole risolvere i problemi e non aggirarli. A questo fanno seguito alcuni problemi strutturali quali per esempio una maggiore organizzazione ed un migliore coordinamento delle forze dell'ordine e un aumento dell'organico.Uno Stato che si rispetti dovrebbe certamente tenere conto di queste situazioni e mettere mano ad un vero e proprio programma di recupero sociale nei quartieri degradati,utilizzando bene i servizi sociali che dovrebbero collaborare in simbiosi con le forze dell'ordine.Solo così si potrebbe parlare di legalità in senso pieno, ed allora in questo tipo di sistema chi delinque deve avere un processo più rapido ed efficiente che ridia alla società quel concetto importante, ma poco attuato, che si chiama"certezza del diritto".

giovedì 1 ottobre 2009

I nuovi modelli sociali

In una società altamente tecnologizzata come la nostra, con l'uso di internet e di una tv sempre più generalista, si creano nuovi modelli sociali che tanto sono imitati dalle nuove generazioni. Un tempo negli anni '60, quelli della contestazione giovanile tanto per intenderci, vi erano i Beatles e i gruppi rock in genere che con i loro brani musicali hanno influenzato le scelte di intere generazioni. Il live motive era quello dell'attacco alle vecchie generazioni accusate di aver creato la cosiddetta società dei consumi, dando così vita al fenomeno del consumismo. Oggi si cambia rotta, e i giovani si rivolgono ai nuovi modelli creati dai mass media; per esempio la maggior parte delle ragazze vorrebbero fare da grandi le " veline ", mentre i maschi i " tronisti " in qualche spettacolo di successo. Ed è proprio questo il modello sociale per eccellenza oggi, "il successo" a tutti i costi e con quasi nessuno sforzo. Ad incoraggiare i ragazzi su questa strada sono proprio i genitori che tramite i loro figli vogliono sprazzi di gloria e di visibilità. Ciò perchè oggi importante è apparire e non essere, e quindi, se uno è sfigato o svantaggiato è meglio evitarlo perchè come si dice se lo conosci lo eviti...

sabato 12 settembre 2009

Gli anziani...questi dimenticati

Al tempo dell'antica Roma essere anziani era sinonimo di autorevolezza, nonchè di saggezza, ed essi avevano un grande ruolo non solo in politica ma anche in famiglia; per non parlare poi degli anziani dell'antico popolo d'Israele(i cosiddetti saggi) etc. Oggi invece, se nel campo della gestione del potere vale la gerontocrazia, non è così nelle famiglie dove essi vengono relegati a ruoli marginali. A ciò si aggiunge il modello di una società in cui chi è debole non può far parte del gioco produttivo e quindi non esiste. La conseguenza immediata di tale situazione è l'isolamento, il senso di abbandono, di sfiducia che è scolpito sui volti di molti anziani; sì, usiamo purtroppo questa parola come sinonimo di vecchio, di vetusto o per usare un termine economico di soggetti obsoleti, come i macchinari, e quindi da rottamare. Le strutture ricettive che dovrebbero accogliere le persone della terza età che si trovano in condizioni fiiche non buone, non sono efficienti e per lo più a volte sono frutto di improvvisazione, mentre non mancano residence per anziani dove per accedere si debbono sborsare parecchi soldi , e quindi come si capisce sono esclusivi, cioè non per tutte le tasche. E allora la famiglia di origine è quella che deve sopportare l'intero costo delle spese sanitarie. Già,ma chi non ha più nessuno, a chi deve rivolgersi?...

lunedì 31 agosto 2009

Il bullismo

Un tempo c'erano le bande di giovani che si scontravano nei quartieri più degradati di New York. Oggi si parla di bullismo, un fenomeno questo che riguarda non solo i quartieri periferici ma purtroppo anche le scuole, cioè quegli ambienti in cui si dovrebbe fare cultura. Molto probabilmente la scuola diventa la valvola di sfogo di malesseri che provengono da ambienti esterni alla scuola stessa, come per esempio la famiglia, alcune difficili realtà metropolitane o periferiche ecc. Quindi oggi i più forti per età o per gratuita spavalderia se la prendono con i soggetti più deboli, minacciandoli o addirittura pestandoli a volte tra l'indifferenza generale. Il problema è certamente complesso ma il dato più allarmante è che la scuola della Autonomia che dovrebbe interagire con le realtà che sono esterne ad essa stessa, si trova in forte difficoltà davanti a questo fenomeno ormai assai diffuso e quindi si ricorre in alcuni casi alla sola repressione del singolo fatto isolatamente considerato. Allora mi domando se invece non sia necessario da parte degli educatori riformulare alcune strategie pedagogiche-sociali che portano la scuola al centro del sistema educativo, perchè se è vero che è la famiglia il primo vero nucleo dove l'individuo si forma in quanto viene educato, è anche vero che spesso essa non ha i mezzi necessari per una corretta educazione, basata sul rispetto degli altri. La scuola, quella dei Nuovi Programmi e della Autonomia dovrebbe essere in grado di dare, avendo per l'appunto impostato la sua linea pedagogica sulla costruzione attraverso l'educazione al dialogo, un tipo di scuola veramente democratica ,dove se questo venisse realizzato veramente non ci sarebbe alcuno spazio per fenomeni quali il bullismo.

mercoledì 26 agosto 2009

Natuzza

In un paese sperduto tra le campagne della Calabria (Paravati ), nasce e vive Natuzza Evolo, una degli ultimi taumaturghi del nostro secolo. Una vita semplice, una famiglia numerosa e una fede viva sono stati i tratti salienti della sua esistenza. Poi il fatto sorprendente che l' ha fatta assurgere alla ribalta della cronaca nazionale: la comparsa sul proprio corpo della stimmate, segno indelebile dell'intervento di Dio nella sua vita. Ed infatti dopo ciò la sua esistenza è profondamente cambiata. Da quel momento, folle di fedeli o di persone in cerca di un senso da dare ala propria esistenza, sin dalle prime luci dell'alba si recano alla sua porta per avere conforto, speranza o chiedere a Dio per suo tramite guarigioni fisiche o spirituali. Però da un pò di tempo Natuzza non riceve più per motivi di salute, apparendo in pubblico raramente e coltivando ormai il suo unico sogno ma già in parte realizzato e cioè la costruzione di una casa accoglienza per giovani,disabili ed anziani al fine di alleviare le angosce di chi soffre. Il " fenomeno Natuzza " viene studiato attentamente dalla Chiesa Cattolica, che di fronte a questi avvenimenti va come si suol dire "con i piedi di piombo "; ma al di là di ciò si possono dedurre due cose: la semplicità di questa donna e la conversione di molte persone che si erano allontanate dalla fede.