lunedì 14 maggio 2012
La legge della giungla
Prevale nella nostra società la legge del più forte; ciò é incoraggiato dalla nostra struttura economica che si rivela sempre più liberista. Quindi essendo il mercato, il vero ed unico protagonista del nostro sistema sociale,di fatto i più deboli cioè coloro che per loro sfortuna non sono integrati, vengono emarginati, abbandonati, non considerati. Il peggio è che questo tipo di mentalità attecchisce tra le nuove generazioni, molto probabilmente condizionate dai mass media che propinano quotidianamente immagini di successo,dove la forza prevale sul ragionamento. Siamo tornati per certi versi alla società omerica dove prevaleva l'uso della forza,anche se allora tutto ciò si accompagnava con valori positivi come il coraggio, il sacrificio, l'eroismo,mentre invece oggi ci attendono tempi bui.
domenica 18 settembre 2011
I miracoli
Quando si parla di miracoli ci si riferisce a dei fenomeni irrazionali che la nostra mente rifiuta di accettare.Infatti è in discussione il nostro modo di pensare, di interagire con gli altri, le nostre certezze che ci vengono propinate dalla società contemporanea opulenta e tecnologica.Di fronte a tutto questo mare magnum di convinzioni ,il presunto fenomeno straordinario si presenta come un macigno che scuote la coscienza dell'uomo moderno. Così assistiamo oggi a fatti straordinari come per esempio a delle guarigioni che avvengono non solamente in casi isolati ma anche durante delle vere e proprie sedute pubbliche con grande partecipazione di popolo. Lungi da me il voler dare giudizi su questi fatti particolari e sulla loro veridicità , il problema è invece di capire che ci sono persone che convivono per anni con i propri dolori ed affanni quotidiani e che quindi invocano l'intervento del soprannaturale. Spesso si invoca infatti l'intervento di DIO, ma non inteso in senso filosofico,ma come una entità superiore a cui si riconosce la suprema autorità ,e a cui si chiede un intervento più o meno immediato nella propria vita.Ciò infatti contrasta con quel semidio greco che trasformava la materia ma che era restio ad intervenire nelle azioni umane. Mentre invece noi sappiamo dalle Sacre Scritture che il Dio di Abramo di Isacco e di Giacobbe era vicino al suo popolo malgrado questo gli fosse infedele. Il popolo di Israele ha avuto sempre bisogno dell'intervento del proprio Dio nelle situazioni di difficoltà ed egli ha sempre risposto con fatti concreti come per esempio l'invio della manna nel deserto; oppure sappiamo anche come personaggi deboli come erano i profeti avessero ricevuto forza e vigore dal proprio DIO.Credo quindi che queste persone meritano rispetto e ammirazione perchè hanno un rapporto di vicinanza con il proprio Dio e soprattutto per il cambiamento radicale che hanno dato alla propria vita.Non a caso nelle Sacre Scritture si dice espressamente "che è dai vostri frutti che gli altri vi riconosceranno".
sabato 15 gennaio 2011
Il nostro sistema economico
Da sempre si è considerata la nostra economia come un sistema misto,fatto cioè in parole povere di un pò di mercato e di un pò di Stato.Questo però fino agli anni novanta quando questa formula era sorretta anche da un sistema partitocratico che si inseriva nel privato e con esso conviveva.Dopo,quando questo sistema politico cominciò a scricchiolare sotto la scure della magistratura con la cosiddetta operazione "mani pulite",ci si rifugiò in una ideologia economica tanto antica quanto il mondo (si fà per dire...) e cioè il liberismo economico tanto amato a destra ed anche visto di buon occhio da certa sinistra radical chic.Ecco che allora la parola chiave fu "privatizzazione";di conseguenza molte aziende che un tempo erano controllate dallo Stato e quindi anche dai partiti,sono passate nelle mani dei privati.Ma fin quì niente di strano,anzi ciò poteva anche portare una novità in senso positivo al nostro sistema economico.Il discorso invece si fà più complicato quando si è passati alla privatizzazione di settori vitali come per esempio l'Università e la Sanità; infatti così facendo si sono messi in discussione il diritto allo studio e quello alla salute.Questi due diritti riconosciuti dalla nostra Carta Costituzionale sono stati neutralizzati da una privatizzazione selvaggia che,non solo non ha portato ad un miglioramento dei servizi,ma ha fatto lievitare pesantemente i costi,con un conseguenziale aumento delle tasse universitarie e dei tickets sanitari.A pagare lo scotto di questa pseudo rivoluzione economica sono state come al solito le classi sociali più deboli,con in più la novità che si è indebolita anche la cosiddetta classe media.Gli inglesi la chiamano la middle-class, e si intende il ceto medio industriale e produttivo, mentre da noi invece si tratta del ceto medio impiegatizio.Ecco quindi che a difesa dei ceti medi, in Italia, sono scesi in campo i partiti moderati che hanno fatto di ciò il loro cavallo di battaglia, a difesa anche della famiglia e dei propri valori.Tutto bene...fin quando non si è passati ad un eccesso di moderatismo che non ha alla sua base quel rispetto della dignità della persona umana, senza distinzione di sesso, di religione e di razza, come recita la nostra Costituzione.E a dire che proprio i partiti , cosiddetti moderati , di ispirazione cristiana , questo concetto lo dovrebbero avere chiaro,anche se si sa come dice un vecchio adagio : "si predica bene ma si razzola male...".
sabato 10 luglio 2010
Le nuove povertà
Quello sulle cosiddette nuove povertà è un argomento molto trattato dai mass-media, che però una volta che si sono occupati del singolo caso, dimenticano quello che è ormai un problema di ordine generale. La questione delle nuove povertà non riguarda solo gli extracomunitari ma direi anzi specificatamente gli Italiani. Il nostro Paese dopo il boom economico degli anni 60 si è dovuto confrontare più volte con un impoverimento economico che ha comportato una riduzione drastica dei consumi. Purtroppo oggi è in atto una crisi economica mondiale che ha messo in discussione la cosidetta "Economia Globale" che standardizzava i beni di cosumo. Oggi molte cose di colpo sono cambiate. I paesi occidentali hanno capito che non si possono escludere dal contesto della "mondializzazione" economie emergenti come quella Cinese e Indiana, che insomma bisogna guardare al di là del proprio naso. I primi ad accorgersi di ciò sono stati proprio coloro che hanno dominato in campo economico a livello mondiale, e cioè gli U.S.A. che con il nuovo presidente Barack Obama hanno cambiato rotta, abbandonando le precedenti politiche protezionistiche e militariste del precedente governo capeggiato dal repubblicano Busch. La politica quindi torna ad occuparsi di Economia tracciando una propria linea di Politica Economica che porta gli " esclusi di ieri " ad essere integrati nel "Nuovo Ordine Mondiale dell'Economia".
lunedì 22 marzo 2010
La devianza minorile
Gli adolescenti sono sempre più in balia di se stessi, in quanto la società attuale con i potenti mezzi a disposizione, mina quotidianamente la loro personalità in una età in cui la fragilità psicologica e la scarsa capacità critica fanno naturalmente da padroni. Certamente non incoraggiati da una concezione di famiglia forte ed autorevole ma nello stesso tempo dialogante e democratica come dovrebbe essere, i giovani tentano la via dell'infrazione delle regole sociali e a volte anche di quelle penali, credendo con ciò di soddisfare il senso di appagamento del proprio io, sfociando in un egoismo che toglie ogni spazio al dialogo con gli altri. Ed allora si imitano i gesti degli adulti ,spesso violenti, che hanno fatto strada nella società e che vengono portati a modelli positivi dai media e dalla gente comune in generale. Violenza non è solo quella fisica, ma anche e soprattutto quella verbale che si vede ormai quotidianamente nei talk show televisivi con personaggi che fanno dell'arroganza e della polemica la loro carta vincente, facendo lievitare gli ascolti dei telespettatori. Si, oggi l'auditel è il valore supremo cui sacrificare buoni programmi a vantaggio di altri che per il loro piglio polemico ed arrogante sono i più seguiti.
In una situazione del genere c'è solo da sperare che in futuro ci siano le basi per far sì che si affermi un nuovo tipo di pensiero che metta al centro la persona umana con i suoi problemi e i suoi limiti,ma la cui dignità deve essere sempre rispettata senza distinzione di sesso,di razza,di religione e di condizione sociale ed economica.
In una situazione del genere c'è solo da sperare che in futuro ci siano le basi per far sì che si affermi un nuovo tipo di pensiero che metta al centro la persona umana con i suoi problemi e i suoi limiti,ma la cui dignità deve essere sempre rispettata senza distinzione di sesso,di razza,di religione e di condizione sociale ed economica.
lunedì 28 dicembre 2009
La criminalità dilagante
Il problema della delinquenza è stato sempre al centro dei programmi governativi di ogni colore politico. Quando si è davanti a fatti efferati si parla sempre di ripristino della legalità; già, ma ci siamo mai chiesti con consapevolezza che cosa significhi questo termine? Il più delle volte lo si associa al ripristino di un sistema penale forte, che partorisca dal suo seno pene dure per chi delinque. Si parla quindi di ergastolo o addirittura di ripristino della pena di morte, quest'ultima considerata come la panacea di tutti i mali giudiziari e soprattutto come un grande deterrente nei confronti della criminalità. Un sistema giudiziario che preveda pene severe non è del tutto criticabile, ma il problema è un altro: la questione è di natura repressiva o c'è altro? Certamente c'è una parola che di questi tempi non è certo di moda e cioè prevenzione. Prevenire i reati fa parte di una politica giudiziaria di uno Stato che guarda avanti e vuole risolvere i problemi e non aggirarli. A questo fanno seguito alcuni problemi strutturali quali per esempio una maggiore organizzazione ed un migliore coordinamento delle forze dell'ordine e un aumento dell'organico.Uno Stato che si rispetti dovrebbe certamente tenere conto di queste situazioni e mettere mano ad un vero e proprio programma di recupero sociale nei quartieri degradati,utilizzando bene i servizi sociali che dovrebbero collaborare in simbiosi con le forze dell'ordine.Solo così si potrebbe parlare di legalità in senso pieno, ed allora in questo tipo di sistema chi delinque deve avere un processo più rapido ed efficiente che ridia alla società quel concetto importante, ma poco attuato, che si chiama"certezza del diritto".
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